«Io sono l’Immacolata Concezione». Così si definì la Vergine Maria il 25 marzo 1858, alzando gli occhi al Cielo e con le mani giunte all’altezza del suo cuore, al termine di una delle più importanti apparizioni a Bernadette Soubirous. Bernadette non poteva comprendere la grande portata teologica e soprattutto il valore spirituale e, di conseguenza, ecclesiale di quell’affermazione, ma poté soltanto riportare fedelmente al parroco Peyramale quanto aveva udito e visto!
Ma cosa significa questa affermazione? Generalmente queste parole di Maria Santissima, a lei stessa riferite, sono interpretate come una conferma del dogma dell’immacolato concepimento di Maria, promulgato l’8 dicembre 1854 da Pio IX. In realtà la Vergine sceglie Lourdes non soltanto per confermare, ma anche per definire se stessa, nel disegno di Dio, come Colei che è adornata di un privilegio, in vista dei meriti della Redenzione di Cristo e tuttavia aggiunge una novità: non soltanto la “Concepita senza peccato”, ma ella stessa si definisce come “la Concezione Immacolata” per eccellenza, come la creatura umana che era stata pensata da Dio sin da prima della creazione, cioè come l’essere umano, immagine e somiglianza di Dio, che contiene in sé tutte le perfezioni che Dio ha pensato per una creatura umana e di cui l’ha adornata sin da prima del suo nascere. Anche a Santa Caterina Labouré, nel 1830, la Vergine aveva anticipato la proclamazione ufficiale del dogma, rivelandosi come la “Regina concepita senza peccato originale”. Ciò dice che Lourdes, più che confermare il dogma, intende definire ulteriormente un disegno ben preciso di Dio che desidera la vera devozione a questo titolo della Vergine, perché ci sia di modello e di aiuto per il nostro cammino di fede nella Vita nuova del Battesimo. Maria a Lourdes lascia come segno l’acqua, come nel primo sacramento cristiano, per ricordare la vita nascente che ha bisogno di una Madre, per essere “nutriti” della misericordia di Dio, di cui Maria è eletta da Dio come speciale dispensatrice.
Ma Maria non è soltanto Madre, ma anche Modello, la Concezione dell’essere umano per eccellenza e pertanto la comunione d’amore filiale con Maria è comunione di grazia che uniforma il nostro cuore di figli di Dio a Colei che è Figlia per eccellenza.
Maria, nella sua materna carità, dispensa le sue perfezioni e le sue virtù a noi che non soltanto ci affidiamo, ma che anche ci doniamo a Cristo per mezzo di lei. L’Immacolata nella Carità per antonomasia, ha il compito di formare la Chiesa – e quindi ciascuno di noi battezzati – per presentarci al cospetto di Dio santi e immacolati nell’amore, come san Paolo scrive.
Le apparizioni di Lourdes, pertanto, sono un annuncio carismatico di ciò che la Chiesa aveva già sigillato nel dogma, ma che va diffuso nei cuori e nelle anime dei cristiani perché possano fruire della grazia che la Chiesa ha riconosciuto in Maria. Lo Spirito Santo, Sposo dell’Immacolata e Autore della perfezione di Maria, si comunica, come afferma san Luigi Grignon di Montfort, a coloro che le appartengono per devozione e relazione d’amore e trasmette ad essi quelle virtù che adornano la Regina del Cielo e della Terra in modo eminente.
Di più, l’Immacolata a Lourdes poggia i piedi sulla roccia di Massabielle, si presenta come la “casa fondata sulla roccia” per eccellenza, la Casa di Dio che siamo noi battezzati, fondati sulla roccia della viva fede in Colui che si è definito come la “pietra angolare”. Innumerevoli sono le associazioni laicali e religiose che hanno tratto spunto dal titolo mariano “Immacolata Concezione”. Ricordiamo in modo particolare la “Città dell’Immacolata” fondata in Polonia da san Massimiliano Maria Kolbe, apostolo dell’Immacolata, che fece di questo titolo mariano la ragione della sua missione e della sua stessa vita religiosa e sacerdotale.
La purezza di Maria è difesa contro il nemico della nostra santità, lo spirito del male che vuole riprendere il suo regno nel nostro cuore attraverso il peccato. Per questo l’iconografia tradizionale dell’Immacolata, compresa quella della Rue du Bac di Parigi, riprende l’immagine della Donna che schiaccia il capo al serpente antico. A Lourdes la Vergine appare vestita di bianco, per ricordarci la veste bianca, la purezza dell’anima riacquisita con il Battesimo, con una fascia azzurra, cinta cioè di quella Verità che viene dal Cielo ed è Via al Cielo. Inoltre, le due rose d’oro su ciascun piede ricordano la preziosità dell’eredità celeste che, come l’oro, non si corrompe e non marcisce, ma che si anticipa già qui nella vita terrena camminando nella carità di Cristo, mettendo i passi nell’Amore il quale è vero frutto di una Vita nuova in Gesù.
Il nostro amore all’Immacolata, quindi, la nostra preghiera di intercessione e di affidamento, può far maturare in noi la gioia del dono di noi stessi, perché la Vergine Immacolata non soltanto ci aiuti a vivere il Vangelo in pienezza, ma ci spinga ad amare Cristo fino al dono totale di noi stessi. Guardiamo all’esempio dei santi come Bernadette Soubirous, la quale nelle mani dell’Immacolata si fa strumento di consolazione per tanti ammalati, accettando con amore tutte le prove e le sofferenze che il Signore permette nella sua vita. Allo stesso modo, san Massimiliano Kolbe, nelle mani dell’Immacolata non soltanto si fa apostolo della straordinaria grazia del dogma mariano, ma si fa strumento d’amore fino a dare la sua vita per un padre di famiglia nei campi di concentramento di Aushwitz. Così, Maria non chiede nulla per sé, non finalizza nulla a se stessa, ma se ci chiede di avvicinarci a Lei, è soltanto per accostarci sempre più a Gesù
e fare di noi veri figli di Dio tanto somiglianti a Lui nella Carità perfetta.
fra Giuseppe M. Antonino – frate minore cappuccino (Loreto)



