Trascorsa l’estate eccoci pronti a ripartire per un nuovo anno di servizio ai nostri fratelli e sorelle diversi tra noi. Ci accompagnano con l’esempio della loro vita Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis che Papa Leone XIV ha recentemente proclamato santi.
Di Pier Giorgio vogliamo imitare la sua dedizione alle iniziative di sviluppo sociale e la dedizione ai poveri e ammalati.
Di Carlo vogliamo imitare la sua devozione per la Vergine e per il sacramento dell’eucaristia.
Nessuno deve essere la fotocopia di qualcuno ma tutti vogliamo essere noi stessi portando a pienezza i doni di cui siamo dotati. Chiediamo a questi due nuovi santi il loro spirito di servizio. Impegniamoci a passare dall’ “io” al “noi”. “Io” peso, “noi” siamo leggeri.
Questo benedetto “io” che riempie i discorsi è come il piombo; quando diventa “noi”, ciascuno completa ciò che manca all’altro e partecipa delle sue risorse. L’io non deve avere la leggerezza della piuma, che vola nell’aria senza meta e si posa per terra a caso: questa sarebbe superficialità.

L’io deve avere piuttosto la leggerezza dell’ala, sapendo che può volare solo se troverà un altro io, un’altra ala. Come ha scritto il venerabile don Tonino Bello (+1993) nella nota preghiera Signore, dammi un’ala di riserva: «Ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me (…). Ma non basta saper volare con Te, Signore, tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare. Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te. Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva».
Maria l’Immacolata che preghiamo a Lourdes e che preghiamo ogni giorno ci aiuti a non “addormentarci” nella nostra vita di fede, a non abbassare la guardia. La fede non è uno slancio iniziale, è una fedeltà quotidiana.
Come l’amore vero tra due persone: non si misura in giorni, ma in anni, Non si vive per un momento, ma per una vita intera.
Don Flavio Bertoldi – Assistente di Sezione



