Mario Pavan: Le tappe di Maria “Ad Jesum per Mariam”

Se vogliamo davvero avvicinarci a Maria, dobbiamo vederla come la vera immagine di donna comune che ha trovato Grazia presso Dio.
Lei stessa compie il suo riassunto più bello, come un autoscatto perfetto, nel canto del “Magnificat”, quell’inno che deve diventare anche oggi, per noi credenti, il manifesto più vero di grazie e di scelte. Fin dalla nascita, Miriam è una bimba che gode dell’affetto dei genitori anziani, Gioachino e Anna. E l’Altissimo guarda subito a lei per incarnarsi, per venire incontro all’umanità, allora, come ai nostri giorni.
L’Annunciazione è una scena che incute soggezione e timore. Annunciazione rivelata a lei soltanto, a lei, ragazza bruna e bella di Nazareth in Galilea. Il suo ragazzo, Giuseppe, il falegname che diventerà suo sposo, non sa ancora nulla. Rimane segreto fino al momento in cui proprio Giuseppe, ripensa all’amore che incarnerà l’Amore e conosce il disegno di un Dio geloso che chiede (sempre) troppo.

Vince la sensibilità della Donna, la sua capacità di collaborazione di mediazione e il futuro sposo si arrende per amore e solo per amore. E Maria nel servizio, nella solidarietà, da incinta di Dio, aiuta la cugina Elisabetta pure lei in attesa di Giovanni, la futura voce di colui che griderà nel deserto la venuta tra la gente di uno che salverà Israele.
Tappa dopo tappa, nella quotidianità del ruolo di sposa e di madre, Maria sceglie la famiglia, nell’esempio nel creare la piccola chiesa domestica. Scuola di vita in quella casa di Nazareth che lei mantiene sempre accogliente con la collaborazione del Figlio e dello sposo.
Si intrecciano gioie e dolori, dispiaceri spartiti in fughe in Egitto o come nel cercare il figlio preadolescente al tempio di Gerusalemme dopo giorni di angoscia o, come nel piangere il suo Joseph, quando rimarrà sola dopo la sua morte. Momenti felici e decisi nella sua parola di madre e di donna (le donne hanno una marcia in più) quando alle nozze di Cana insiste con il Figlio perché la festa continui magari migliore di prima con il sapore di un vino migliore.
Maria è la nostra maestra, una mamma che capisce il distacco quando suo Figlio sceglie la cosiddetta vita pubblica. Ma non per questo lo lascia solo. Tra la folla immancabile di Palestina è presenza discreta anche sul Golgota, dove piangerà la sua passione e la sua morte.
Si trova con Maria di Magdala al cenacolo per rincuorare i fratelli e le sorelle impauriti dopo gli avvenimenti della risurrezione. Maria regina apostolorum e Maria di Magdala apostola apostolorum. Da questo seme rigenerato nascerà la Chiesa, quella Chiesa che voleva suo Figlio: povera e ricca dell’annuncio della buona notizia da trasmettere all’umanità con la vita di ogni giorno, nella ferialità, nel quotidiano.
E Maria resta il faro con la sua vita concreta di sposa e madre, pure oggi. Esalta la femminilità in ogni dimensione. E oggi questo va non solo predicato ma pure realizzato. Siamo tutti in attesa sulla traccia che anche papa Francesco ci ha indicato. Indietro non si può tornare! Ad Jesum per Mariam ci ha tramandato san Luigi Maria Grignion de Montfort, vissuto tra il 1600 e il 1700. Per tramite suo arriviamo a Gesù, il culto per Maria infatti è sempre e solo Cristocentrico.
Lei ci porta a suo Figlio.

Mario PavanDirettore Responsabile de “Il Veneto Mariano”

 

Maria sii sempre la guida
e l’esempio in una Chiesa
dal ritorno vero al Vangelo.